Il principe anarchico che sfidò Darwin, Lenin e Leone XIII

Pëtr Kropotkin, naturalista e pensatore anarchico, confutò la distorsione del darwinismo sociale dimostrando che la cooperazione e il mutuo appoggio sono fattori biologici essenziali per la sopravvivenza, al di là della mera competizione. Nella sua opera sfidò tanto il capitalismo selvaggio quanto lo statalismo autoritario e le gerarchie. La sua eredità risuona oggi nelle strutture cooperative come quelle boliviane e propone una terza via contro l’individualismo estremo e il controllo statale, centrata sull’aiuto reciproco per il bene comune.
Papa Francesco: la sua eredità a un anno dalla scomparsa

Il mio omaggio a Papa Francesco nel primo anniversario della sua morte, attraverso questa colonna che sintetizza la conferenza tenuta presso il Seminario San Girolamo di La Paz. Francesco è stato un pontefice che ha rinnovato profondamente la vita della Chiesa e ha fornito orientamenti fondamentali all’umanità.
Il medico di corte che perse la testa per la regina e per l’Illuminismo

Nel 1770, J.F. Struensee passò da medico del re a reggente *de facto* della Danimarca e, in soli due anni, promosse riforme radicali in linea con l’Illuminismo. Quando la sua relazione con la regina divenne nota, fu decapitato nel 1772. Sebbene le sue riforme siano state revocate, la sua eredità sopravvive nella Danimarca progressista di oggi.
Leggende nere e storie virtuose delle Americhe

La storia dell’arrivo del vaccino contro il vaiolo nell’America ispanica è affascinante, così come lo è la vita dell’eroico gruppo che portò a termine la missione salvifica. Inoltre, contrasta con la guerra biologica dell’esercito britannico nella regione dei Grandi Laghi e serve a non continuare ad alimentare “leggende nere”.
La tempesta perfetta per YPFB: Tra sabotaggio interno e caos globale

La Bolivia si trova a un bivio: tra l’inefficienza di YPFB e una crisi globale che spinge il greggio a 100 dollari, il governo di Rodrigo Paz affronta il dilemma di scegliere tra la fame dell’inflazione o la peste del deficit. Senza riserve strategiche né valuta estera, l’unica vera via d’uscita è una diplomazia energetica aggressiva e una transizione graduale verso le fonti rinnovabili per spezzare la dipendenza dagli idrocarburi.
Quattro anni di terrore energetico

Nel conflitto ucraino, giunto al suo quarto anno, la Russia utilizza il “terrore energetico” per piegare la popolazione civile tra blackout e gelo polare. L’Ucraina risponde colpendo l’economia russa attraverso attacchi mirati alle raffinerie. In un mondo in cui l’energia è sinonimo di sopravvivenza, è urgente che il diritto internazionale proibisca l’uso della privazione energetica come arma di guerra.
L’accumulo dell’energia

La fattibilità della transizione energetica dipende dalla risoluzione del problema dell’intermittenza delle fonti rinnovabili. Esplorando diverse soluzioni di accumulo, inclusi sistemi innovativi di aria compressa in miniere abbandonate, si dimostra che esistono soluzioni tecniche nonostante i costi aggiuntivi. Applicando queste considerazioni alla Bolivia, risulta urgente elaborare un Piano di Transizione Energetica che democratizzi la generazione mediante incentivi normativi e attragga investimenti privati e comunitari.
Paradossi della “morte degna”

Esistono contraddizioni etiche, mediche e religiose nel dibattito sull’eutanasia, che contrappongono il successo della medicina moderna nel prolungare la vita alla tendenza contemporanea a cercare la morte assistita di fronte alla sofferenza. Per esempio, l’accanimento terapeutico si scontra con il desiderio di controllare la fine dell’esistenza, così come emerge la deumanizzazione nel paragonare la morte dignitosa al sacrificio degli animali. Allo stesso modo, l’assistenza agli anziani e ai malati terminali offre un’opportunità di crescita spirituale e umana. Infine, concetti come la “qualità della vita” sono relativi a ogni cultura e, da una prospettiva cristiana, il processo naturale del morire e il mistero del dolore possiedono un valore profondo.
L’Ekeko, il quarto Re Magio
Alasita è una festa andina del commercio delle miniature e dell’abbondanza. La divinità che presiede la festa è giustamente el Ekeko, il personaggio protagonista di questo “articolino”. ********************. ******************************. ****************** Della lunetta il suo satellite L’Ekeko, il quarto Re Magio In seguito a un bombardamento, è venuto alla luce, in una tomba vicino al confine di Gaza con l’Egitto, un frammento di papiro che è stato prontamente analizzato, decifrato e interpretato da una commissione mista israeliano-arabo-cristiana. L’analisi chimica ha permesso di datare il manoscritto alla fine del primo secolo d.C., conferendogli un valore inestimabile. La traduzione non è stata difficile, poiché il testo era scritto in un elegante inglese vittoriano. Per quanto riguarda l’interpretazione, lo stupore è stato generale quando è stata rivelata la vera storia dei «quattro» Re Magi. In effetti, la pergamena non solo confermava il nome e la razza dei tre Magi tradizionali — Gaspare il persiano, Melchiorre l’arabo e Baldassarre l’etiope — ma rivelava l’identità del quarto: un aymara dalla figura sorridente, che si faceva chiamare Ekeko. Veniva descritto come bassino e grassottello, con un cappello Borsalino in testa e una sigaretta economica tra le labbra, carico di strane mercanzie e sempre accompagnato da una lama che non smetteva di flirtare con i cammelli. Allo stesso modo, il papiro svelava il mistero della «stella»: non era una cometa, né una supernova, né una congiunzione planetaria, ma semplicemente un drone del Mossad che stava guidando i magi (e sorvegliando Melchiorre) lungo il cammino. Secondo il papiro, Erode era un personaggio prepotente, rosso di capelli e con un ciuffo arancione, che ripeteva continuamente: «Make Bethlehem Great Again». Per qualche ragione, l’Ekeko non volle dargli la mano. «Nel mio paese siamo antimperialisti», commentò sibilino, prima di intervenire via zoom nella festa di Alasita, grazie al Decreto Supremo 5515 del Tawantisuyu, il suo regno. Il giorno in cui, davanti al bambino Gesù, i quattro aprirono i loro forzieri, insieme all’incenso, all’oro e alla mirra, Maria e Giuseppe rimasero sorpresi dal contenuto del k’epi (fardello di tela che si carica sulle spalle) dell’Ekeko: miniature di patate, chuño (patate liofilizzate andine), choclo (mais) e coca, e una copia della Copolma (Costituzione Politica del MAS) per l’uso nel futuro Regno dei Cieli. In seguito i Magi tornarono ai loro paesi senza passare da Gerusalemme, perché la strada era stata bloccata.Alasita, 2026 Panchito, il temibile Zárate
I dilemmi di Tariquía

La Bolivia si trova oggi a un bivio critico dopo decenni di gestione energetica inefficiente, costringendo il governo a scegliere tra la stabilizzazione economica e la conservazione ambientale. Il caso del pozzo DMO-X3, situato nei pressi della Riserva Nazionale di Tariquía, incarna perfettamente questo dilemma: sebbene il potenziale di 2 TCF di gas possa offrire ossigeno alle finanze pubbliche e garantire valuta pregiata tramite l’esportazione, il progetto si scontra con una forte opposizione per i rischi ecologici e sociali. In ultima analisi, la soluzione proposta suggerisce di superare questo “falso dilemma” attraverso una transizione energetica strategica: destinare le nuove scoperte all’esportazione per risanare i conti, accelerando contemporaneamente lo sviluppo delle fonti rinnovabili per coprire il fabbisogno interno e ridurre la dipendenza nazionale dal gas.